La supercommissione zoppa
Le commissioni bipartisan hanno un’invincibile tendenza al fallimento e il modo migliore per accelerare il naturale processo è quello di nominare uomini che antepongono lo spirito della lotta di Palazzo a quello dell’unità nazionale. E’ su questa strada che si sta mettendo il presidente americano, Barack Obama, con la supercommissione di dodici elementi – sei democratici e sei repubblicani – che entro la fine dell’anno è chiamata a trovare un accordo sui tagli da 1.500 miliardi di dollari previsti nel pasticciato accordo sull’innalzamento del debito pubblico.
8 AGO 20

I democratici, in accordo con la Casa Bianca, hanno annunciato tre dei sei nomi scelti per questo delicato passaggio: oltre ai senatori Max Baucus e John Kerry è stata scelta Patty Murray, capo del Democratic Senatorial Campaign Committee, la commissione che si occupa del coordinamento elettorale e del fundraising. In particolare, Murray sta lavorando da mesi per mettere al centro della campagna democratica per il 2012 il Medicare, l’assistenza medica per gli anziani.
Le competenze economiche di Murray si riducono ai conteggi dei finanziamenti elettorali, qualità che si oppone a quella che dovrebbe animare una supercommissione nata per tradurre il vagheggiato spirito bipartisan in tabelle e numeri. Quella che Obama ha presentato come una soluzione sta diventando l’ennesimo specchio del problema.